Sentireascoltare: Type061.

October 2, 2010

Era inevitabile che nel momento in cui Seasons avesse deciso di sospendere per un momento le sue splendide self releases, si sarebbe lasciato convincere dalla Type Records: e non solo perchè ha collaborato sia con Richard Skelton che con John Xela Twells, ma perché Type è l’etichetta forse più adatta a cogliere la bellezza dell’ambient evocativo di Seasons. Agli ascoltatori appassionati del misterioso inglese forse un po’ dispiacerà non essere più i soli ad avere una copia fatta a mano di Your Eyes The Stars and Your Hands The Sea, copia che si erano impegnati ad ottenere, visto che nel giro di poche ore le uscite della Thy-records vanno sold-out. Ma la versione in vinile uscita su Type non è una semplice ristampa bensì una rivisitazione, un riflettere sugli stessi pensieri a distanza di tempo, con uno sguardo diverso.

Come ogni lavoro di Seasons, anche questo disco è estremamente personale: quasi un percorso interiore, dove ogni luogo registrato (dai boschi agli edifici abbandonati) ha un significato per il musicista, che ne assorbe la vibrazione riproponendola in una vivida visione auditiva. Ai suoni catturati naturalmente sovrappone poi altri livelli, che rappresentano l’intervento umano: strumenti a corda e singing bawls, principalmente. I layer però non vengono percepiti come due cose distinte, ma come un fluire: i rumori quotidiani, pur essendo riconoscibili, arrivano diversi, come immersi nella nebbia, filtrati da un mondo interiore oscuro e complicato. Il procedimento è simile a quello di Skelton, ma se lì il suono sembra quasi un dono ai fantasmi che abitano i ruderi registrati, in Seasons la visione è più filmica: il suono è al centro dell’attenzione e ogni minimo rumore segue una dinamica propria, come se fosse parte di un’orchestra in cui tutto, dalla natura alla vibrazioni, ha un suo posto.

Il risultato è un disco romantico, che immerge l’ascoltatore in una dimensione in cui natura e uomo si mischiano e si completano, dove non è più possibile stabilire la differenza fra l’uno e l’altro e si può finalmente cogliere quella vibrazione universale che le campane tibetane di Seasons cercano di propagare fra ricordi e luoghi.

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